Uomini Forty – L’esperienza Expo


“L’equilibrio tranquillizza, ma la pazzia è molto più interessante”
(B. Russel)

Oggi come oggi, per misurare la grandezza morale di una persona, occorre conoscere innanzitutto come si pone il suo spirito di fronte alle tre questioni esistenziali principali. Occorre cioè sapere se quella persona crede nella teoria gender, se tifa ancora per Valentino Rossi e se ha visitato il padiglione del Giappone.
Nella mia vita le prime due questioni ricoprono la stessa importanza che ha il cumino nel coniglio alla cacciatora. Per la terza disputa filofosica, forse la più trascendentale delle tre, scanso subito qualsiasi dubbio: non sono riuscito a visitare il padiglione Expo dedicato al Giappone. Che ciò faccia di me un uomo peggiore è dolorosamente ovvio, ma tant’è.
Recarsi all’Expo nell’ultima settimana di apertura è una prova di vita che andrebbe istituzionalizzata, il vero test d’ingresso per stabilire se le persone possono accedere o meno all’età adulta. Gente che bivacca per essere in vantaggio all’apertura dei cancelli, individui adulti che minacciano le vie legali di fronte al superamento nella coda ai tornelli, anziani rispettabili che spingono come la mischia degli all blacks per guadagnare un metro nella fila. Il trionfo della follia, l’elogio della demenza. E come simbolo di questa diserzione di raziocinio rimane la foto kitsch che ci hanno scattato al padiglione della Repubblica Ceca. Immortalati sul Ponte Carlo, con il sole in faccia e il tramonto alle spalle. Astronomicamente impossibile, stilisticamente discutibile.
Nonostante tutto ciò, Expo rimane un luogo stupefacente e bellissimo da visitare.

PonteCarlo

  1. Ancora nessun commento.
(non verrà pubblicata)

  1. Ancora nessun trackback